A Corleto Monforte è nata la «Transumanza per la Pace»: la nostra esperienza

Il 16 e 17 maggio 2026, durante la Festa del Caciocavallo e della Transumanza a Corleto Monforte (SA), abbiamo preso parte a qualcosa che ci sta a cuore da tempo. Per tre giorni, dal 15 al 17 maggio, insieme a un gruppo eterogeneo di giovani, associazioni, cooperative sociali e amministrazioni comunali abbiamo camminato, discusso, suonato e lavorato fianco a fianco lungo i sentieri della transumanza, dando vita a un format nuovo: la «Transumanza per la Pace».

Locandina della Transumanza per la Pace — Corleto Monforte, 15-17 maggio 2026
La locandina dell'iniziativa «Transumanza per la Pace», Corleto Monforte (SA), 15–17 maggio 2026.

L'idea è nata dalla sinergia tra noi di Dandelion Social Innovation Lab e ACARBIO (Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera), due realtà stabilmente impegnate nelle politiche giovanili e nello sviluppo rurale della provincia di Salerno, insieme al Comune di Corleto Monforte, che ha sposato l'idea inserendola nel tessuto culturale della propria comunità. Da questo incontro abbiamo costruito un evento pensato per unire le generazioni intorno a un tema che riguarda tutti, oggi più che mai: la convivenza pacifica, qui e nei prossimi anni.

Una transumanza che porta messaggi di pace

La transumanza — il movimento millenario di animali e persone tra i pascoli — è diventata per tre giorni una metafora concreta. Le vacche sono state decorate con ghirlande di fiori, cuori e bandiere realizzati interamente con materiale di recupero, in un laboratorio creativo a cui hanno preso parte i volontari del Corpo Europeo di Solidarietà del nostro Morigerati Rural Lab insieme a quelli del Corleto Rural Lab di ACARBIO. Non solo animali quindi: anche alcuni partecipanti hanno sfilato con gli stessi simboli, in un gesto semplice con cui abbiamo voluto rendere visibile un'idea più grande: spostarsi, incontrarsi e mescolarsi appartiene all'ordine naturale delle cose, e i confini — quelli fisici come quelli culturali — non sono mai assoluti.

Peace Talks: la nostra voce per raccontare la pace

Tra le iniziative che abbiamo curato più da vicino c'è «Peace Talks», il progetto podcast che abbiamo ideato e coordinato attraverso il gruppo Giovani Podcaster per la Pace, in collaborazione con l'Associazione Libersare di Bari e Radio Lasagne Verdi di Sala Consilina. Grazie al contributo della Fondazione Vincenzo Casillo e al progetto Erasmus+ «La Voce dei Giovani», abbiamo realizzato tre episodi che raccontano, con le voci di chi le vive ogni giorno, le tante forme che la costruzione della pace può assumere nei territori — dal dialogo interculturale al lavoro quotidiano nelle comunità. È uno strumento che ci sta particolarmente a cuore: dare un microfono ai giovani, non parlare per loro.

Registrazione del podcast Peace Talks nella sala del Comune di Corleto Monforte
La registrazione degli episodi di «Peace Talks» nella sala del Comune di Corleto Monforte.

Ad affiancare questo lavoro più informale, si è svolto anche un workshop sul ruolo della partecipazione giovanile nelle politiche locali, che ha riunito i rappresentanti del Comune di Corleto Monforte e un gruppo di 20 giovani provenienti dalle aree interne del Sud Italia, nell'ambito del progetto Erasmus+ «La Voce dei Giovani» portato avanti insieme al Forum dei Giovani di Tramonti.

Il Manifesto di Corleto

Il momento più alto dei tre giorni è arrivato con la firma del Manifesto di Corleto, che abbiamo contribuito a scrivere insieme a tutti i partecipanti e che è stato presentato dal Sindaco di Corleto Monforte, Filippo Ferraro, a conclusione della festa, in un rifugio montano a 1.300 metri di altitudine. Il testo è stato sottoscritto da tre amministrazioni comunali — Corleto Monforte, Sant'Angelo a Fasanella e Ottati — e da dieci organizzazioni non profit, tra cui la nostra: ACARBIO APS (Tramonti), Dandelion Social Innovation Lab impresa sociale (Morigerati), Associazione Libersare OdV (Bari), Associazione I Ragazzi di San Rocco - Radio Lasagne Verdi (Sala Consilina), Monaci Digitali APS (Padula), Mòvesi APS (Buccino), Associazione GeoTrek Paestum, Forum dei Giovani di Tramonti, Comitato Auletta Casa Mia (Auletta) e Rarreca (Caggiano).

La firma del Manifesto di Corleto durante la festa
La firma del «Manifesto di Corleto», sottoscritto da tre Comuni e dieci organizzazioni non profit.

Nel Manifesto abbiamo voluto raccontare con parole semplici cosa è successo in quei giorni:

«Abbiamo decorato le vacche con messaggi di pace. Abbiamo ascoltato le voci dei giovani sui temi del loro tempo. Abbiamo incontrato chi ha attraversato confini non per scelta ma per necessità. Abbiamo mangiato insieme il caciocavallo di montagna e guardato le stesse stelle.»

Da qui nascono i sette Principi di Corleto, che abbiamo scritto insieme e in cui ci riconosciamo pienamente: la pace come presenza di relazioni vive nei territori e non semplice assenza di guerra; i giovani come soggetti politici e non destinatari passivi di politiche; l'incontro tra culture come risorsa collettiva; le tradizioni che vivono solo se si rinnovano; le aree interne riconosciute come luoghi di cultura e innovazione sociale, non periferie; il tempo — quello per la cura, le relazioni, l'apprendimento — rivendicato come bene comune e diritto, sottratto alla retorica nostalgica della «vita lenta»; e infine la rete, intesa come la vera forza di chi lavora per la pace nei territori.

Come firmatari ci siamo impegnati a rendere la Transumanza per la Pace un appuntamento annuale e internazionale, a coinvolgere sempre più giovani nei processi di produzione culturale e partecipazione civica, a condividere risorse e reti con le altre realtà firmatarie, e a portare la voce di Corleto nelle istituzioni locali, regionali ed europee.

Perché per noi tutto questo ha senso, qui

Non è un caso che un'iniziativa come questa nasca proprio nelle aree interne della provincia di Salerno, il territorio in cui lavoriamo ogni giorno da Morigerati. Le ricerche dell'Osservatorio Giovani dell'Università di Salerno raccontano da tempo un territorio segnato da spopolamento, fuga dei giovani più qualificati e carenza di servizi essenziali — ma anche, in controtendenza, da una «capacità di restanza» fatta di reti, alleanze e progetti di vita costruiti da chi sceglie di restare o di tornare. È un territorio, dicono i giovani intervistati dall'Osservatorio, «in cerca di direzione», dove le potenzialità non mancano ma restano frammentate, e dove il futuro passa dalla costruzione di un'identità condivisa e di un ecosistema collaborativo basato su fiducia, innovazione e partecipazione.

La Transumanza per la Pace è, in questo senso, il nostro piccolo pezzo concreto di quella direzione: un format nato dal basso, che tiene insieme la tradizione pastorale dell'Appennino meridionale con gli strumenti più contemporanei con cui lavoriamo ogni giorno — il podcast, il Corpo Europeo di Solidarietà, l'Erasmus+ — e che dimostra come le aree interne possano essere, davvero, spazi di sperimentazione e non solo luoghi da cui si parte.

Vogliamo ringraziare di cuore il Comune di Corleto Monforte per l'ospitalità e per aver creduto nel progetto fin dal primo momento, i cittadini corletani e gli ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria di Corleto Monforte per la loro accoglienza, il Comune di Morigerati per aver reso possibile la trasferta dei nostri volontari del Corpo Europeo di Solidarietà, e la Fondazione Vincenzo Casillo per il contributo che ha reso possibile la realizzazione dei podcast «Peace Talks».

Il movimento non è fuga. È ricerca. È incontro.

Vi diamo appuntamento al prossimo anno, per la seconda edizione della Transumanza per la Pace.